Oggetto : Raccolta di firme avviata dal Comitato Referendario per una nuova legge elettorale - promozione della più ampia partecipazione.
In questi giorni assisto con grande piacere ad uno scatto di reni del popolo delle primarie, da più parti mi giungono messaggi per continuare a stimolare i partiti a riconoscere la domanda di partecipazione che insistentemente il nostro paese esprime inascoltato.
Sono certa che l'iniziativa referendaria permette di misurare la dimensione della domanda di partecipazione e rinnovamento della politica, nel nostro paese; chiedo ai nodi delle reti in indirizzo di promuovere la più ampia partecipazione, il dialogo, l'organizzazione di incontri nelle strade e nelle piazze, trasformando questa occasione in una primavera per la democrazia del nostro paese.
Nel manifesto del movimento che ho fondato il 16 Giugno 2005 per contribuire alla grande esperienza delle primarie (tale per l'opportunità di far emergere un soggetto troppo a lungo ignorato, prima che per confermare una scelta del premier) è scritto a pag. 4 (www.oltreilmare.net):
(...)L’emergere di un nuovo attore sociale
“Se qualcuno ha coscienza in Italia si alzi in piedi” scriveva Ralf Dahrendorf sul Corriere, agli inizi di quel fenomeno di attacco al muro delle oligarchie politiche, che fu chiamato Tangentopoli.
(...)
Il 16 ottobre 2005, in occasione delle primarie per la designazione di un nuovo presidente del consiglio, quattro milioni e 311.000 persone si sono alzate in piedi, non pochi tra questi erano e sono lontani dalla militanza in partiti e spesso neppure iscritti; nessuno potrà negare che questa voce, inascoltata, da anni, chiede attenzione.
Chi sono queste persone? Sono soggetti pensanti, attenti, partecipi, collaborativi: persone che non accettano di assistere indifferenti al degrado del nostro paese, al suo mancare ai più importanti appuntamenti, sullo scenario in cui si progetta il futuro delle nostre civiltà; persone a cui non basta più scegliere l’uno o l’altro schieramento e affidare loro la sorte delle proprie opere e del futuro dei propri figli.
Lo hanno già fatto con esiti molto discutibili in questi ultimi due decenni; ora non è più possibile chiedere deleghe, questa gente avverte di essere ‘interpretata’, letta da sondaggi, descritta da accademici acuti, mai interpellata, queste persone oggi chiedono di partecipare.
Una risorsa questa che altri paesi europei ci invidiano, una risorsa che potrà portare il nostro paese ad essere motore di innovazione, di energia e di speranza per un’Europa in declino, al di la di più confortanti dati statistici che la vedono in ripresa.
L’Europa ha bisogno ed avverte la mancanza del nostro contributo.
Vi invito a diffondere l'appello di Angela Cocchi (riportato di seguito) per chi risiede a Bologna o ha amici a Bologna e provincia e a promuovere, in tutti i territori italiani in cui siamo presenti, nell'ambito di tutte le vostre reti, la raccolta delle firme, trasformando ogni occasione di incontro, in autentico confronto e partecipazione. Questa azione ha un significato più ampio della sola possibile abrogazione di alcuni articoli dell'attuale inaccettabile legge che disciplina le elezioni politiche nel nostro paese; essa permette di misurare l'ampiezza della richiesta di riqualificazione della rappresentanza, attraverso metodi aperti di scelta dei candidati e la creazione di nuovi spazi e forme di democrazia diretta. In particolare per le donne e i giovani, attori strutturalmente innovatori e lasciati stabilmente in seconda fila, potrebbe essere questa una delle occasioni importanti di incontro, di confronto e alleanza.
Arrivederci dunque sui forum e nelle piazze
Lilia Infelise